Com’è organizzata la sanità a Cuba

Cuba è un’isola dalle mille sfaccettature, per storia e cultura, e anche nella sua amministrazione pubblica mostra tutta la sua particolarità. Il sistema sanitario cubano infatti è stato più volte oggetto di studi internazionali, per la sua condizione anomala. Pur avendo Cuba dati della situazione economica assimilabile a Paesi sottosviluppati, ha raggiunto standard sanitari simili a quelli dei Paesi occidentali.

Non solo i dati statistici su mortalità, malattie, invecchiamento, portano Cuba sullo stesso livello di molti Paesi industrializzati, ma nonostante l’arretratezza delle strumentazioni e la mancanza di medicine di base, penalizzazioni dovute all’embargo tra le altre cose, è riuscita a costruire una rete capillare di assistenza sanitaria, cittadina e rurale, e a formare medici tra i più eccellenti a livello internazionale.

La sanità a Cuba è organizzata in modo da svilupparsi in due direzioni:

  1. per il cittadino cubano, la sanità è gratuita e totalmente coperta da investimenti statali. Fortemente centralizzata, organizzata in organi di monitoraggio, consultori, ospedali e policlinici è costituita da professionisti ben formati, che compiono un ottimo lavoro nonostante la mancanza di medicinali e la presenza di attrezzature di base
  2. per i turisti stranieri, è previsto un sistema sanitario a pagamento, costituito dalle diverse cliniche internazionali sparse sul territorio. E’ ad esse che il turista deve rivolgersi in caso di bisogno ed anche in questo caso è composta da professionisti altamente competenti. Nelle cliniche internazionali c’è maggiore disponibilità di farmaci e attrezzature, sebbene sia poco il materiale specialistico (tra cui medicine specifiche)

Il servizio sanitario per i cittadini cubani è quindi gratuito e fortemente centralizzato. Partendo da una situazione difficile, con soli 16 professori di medicina rimasti sull’isola dopo la rivoluzione cubana il Ministero della Salute mise in atto un programma di nazionalizzazione e regionalizzazione che portò alla realizzazione di policlinici nelle aree urbane e di ospedali rurali, all’introduzione di programmi di vaccinazioni dei bambini, all’istruzione di nuovo personale, all’istituzione del servicio medico rural e di quattro programmi nazionali per la prevenzione delle malattie infettive, materno infantile, degli anziani, delle malattie croniche. Alla fine degli anni 80 si potenziò l’ultimo fondamentale tassello istituendo il Programma del Medico di Famiglia, che mise a disposizione dei pazienti medico e infermiera e garantì l’assistenza primaria al 95% delle famiglie cubane.

In parallelo al servizio sanitario gratuito, si è andato a costituire un servizio sanitario privato e dedicato ai turisti stranieri, che coperti da assicurazione, potevano fronteggiare eventuali problemi più o meno importanti accedendo a ospedali internazionali con maggiore disponibilità di attrezzature avanzate e medicine specifiche. Per capire quali l’assicurazione dovrebbe coprire, basti pensare che un intervento chirurgico generico può costare intorno ai 900 dollari.

Nonostante quindi sia necessario stipulare un’assicurazione per far fronte ai costi di eventuali spese mediche, i costi non sono equiparabili a quelli presenti in altri Stati occidentali dove la copertura assicurativa è richiesta (come Canada o Stati Uniti) e un massimale di 30.000 euro, come quello previsto da Cubacare, è abbastanza per viaggiare sicuri e assicurati.

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